1. Note tecnichePercorso ad anello Lunghezza: 9.700 m Dislivello : 450 m Tempo : 4 ore Impegno: salita su mulattiera Difficoltà: alcuni tratti in salita Punti d’acqua: fontana Pra Foron 2. Presentazione Una passeggiata che unisce molteplici aspetti d’interesse. Li esaminiamo partendo dalla meta che si prefigge: la Cava. Ancora funzionante negli anni ’60 era celebre per l’estrazione del “Marmo verde di Cesana”, una pietra ornamentale impiegata nella costruzione di diversi bei palazzi. La visita ai fronti di sbancamento ed agli attrezzi d’estrazione originali, pur se ormai arrugginiti ed in disuso, ci da il gusto dell’archeologia industriale. Alcuni cartelli, opportunamente localizzati, con spiegazioni chiare di come avvenisse il lavoro d’estrazione arricchiscono le nostre conoscenze. Il panorama che si gode dal belvedere della Cava è talmente superbo da rendere secondaria l’esistenza della cava stessa. I nomi delle borgate e delle montagne che vediamo sono scritti sulle frecce indicatrici piazzate dai “forestali”. Sulla strada del rientro, la vista dei ruderi di le Chalp, fa riflettere, sul tenore di vita negli anni anteguerra. La cappella dedicata a San Rocco, protettore contro le pestilenze, in una zona di passaggio di militari e civili, non lontana da Boùne Misoùn (lazzaretto e zona di quarantena) la dice lunga sulle preoccupazioni che affliggevano i nostri avi. Da questo punto della discesa abbiamo optato per l’attraversamento di due zone affascinanti ed appartate, escluse anche dal passaggio dei gitanti che tendono a convergere su Bousson. Il tratto che precede l’arrivo a Ponte Freddo era segnalato come passeggiata circa 20/30 anni fa. Di questa sono rimaste due indicazioni in legno con il numero 3 scritto in verde. E’ poi caduta gradatamente nell’oblio ed i segni di passaggio attuali si debbono ai pochi conoscitori 3. Itinerario Dall’Ufficio Informazioni si prende la strada verso Bousson. Percorsi 150mt., si attraversa la Ripa su di una passerella pedonale. Il nostro percorso segue l’argine sinistro orografico del fiume per un chilometro e mezzo. In questo tratto, attraversiamo la zona che è stata profondamente modificata dai lavori d’allestimento degli impianti olimpici, e che in passato era adibita a campeggio. Continuiamo su sentiero sterrato, innalzandoci di 5/10 metri sul livello del fiume, poi orizzontalmente fino a raggiungere due cartelli indicatori in legno. Il primo, della Regione, c’indica la direzione di Bousson, il secondo “Sentiero dei forestali” (S.d.F.), a poche decine di metri, ci fornisce i tempi di percorrenza, per la Cava di marmo ed altre mete. Abbiamo percorso 1.800 metri e siamo a quota 1380. Affrontiamo, con passo lento e cadenzato il ripido sentiero indicato. Sale a tornanti nell’ombreggiato bosco di larici e non offre momenti di respiro. In 700 metri ne guadagna 160 di quota. All’attraversamento di un rio abbiamo percorso 2.500 metri e siamo a quota 1.540. Tempo 1 ora e 20 minuti. Il sentiero ci concede un momento di tregua e si trasforma in carrareccia, che abbandoniamo dopo 150 metri, svoltando a destra per continuare su una strada in salita. Ad un tornante a sinistra un ponticello da accesso ad un’area pic-nic con tavolo e panche. Sono inoltre visibili i resti dei macchinari della cava e delle baracche. Iniziano qui i cartelli di spiegazione sul funzionamento della cava. Via, via ci vengono fornite, in maniera semplice, informazioni chiare che arricchiranno il gusto della scoperta. Proseguendo c’imbattiamo in una zona d’estrazione allestita e protetta per essere visitabile. L’addentrarci nella roccia segata ed esaminare i segni dei tagli praticati costituisce un piacevole diversivo alla marcia. Successivamente, ad un tornante a destra un sentierino rifatto, diritto dinnanzi a noi, c’invita ad una piccola deviazione. Non dobbiamo perderla, il belvedere che si presenta è stupendo. Alle nostre spalle abbiamo un fronte di sbancamento, sul piano, un tavolo e le sedie da pic-nic e dinnanzi la valle della Ripa con il Fraiteve e tutte le borgate. Per favorire la visione ed impedirci di precipitare sono state piazzate delle ringhiere metalliche. Il posto si presta ad una sosta, tuttavia, se siamo accompagnati da bambini, per evitare inutili ansie continuiamo per 400 metri e giungiamo all’ultimo sito d’estrazione. A sinistra della strada troviamo due rustiche panche ed un grosso ceppo, con funzione di tavolo. Due pali, portano infisse le frecce indicatrici di 6 borgate e 4 montagne. Il cartello della Regione ci dice che siamo alla Cava di Marmo e per giungere alla fontana Praforon ci occorrono 15 minuti. Abbiamo percorso 3.800 metri e siamo a quota 1.750. Tempo 2 ore e 10 minuti.La pendenza diminuisce e con piacevole passeggiata giungiamo al Ponte Dù Sere, superatolo c’indirizziamo a destra in salita verso un cartello dei Forestali da cui è visibile, a pochi metri, la staccionata di legno a protezione della fontana Pra Foron. La località, tranquilla e senza pericoli, si presta ad una sosta prima di iniziare il rientro. Abbiamo percorso 4.300 metri e siamo a quota 1.800. Riprendiamo la nostra strada che dopo 700 metri, con un percorso in leggera discesa, ci porta in località La Chalpe m. 1.751 come ci dice l’indicazione della Regione. Alcuni ruderi, tra cui la Cappella di San Rocco, sono la testimonianza di un preesistente alpeggio di Bousson, distrutto nel 1944 per opera dei tedeschi. Abbandoniamo a questo punto la nostra via e svoltiamo a sinistra lasciandoci il cartello a destra, su un tracciato di mezzi fuoristrada tra l’erba incolta. La deviazione c’evita di percorrere un tratto della polverosa strada Bousson - Lago Nero e ci consente di attraversare zone del tutto appartate, in cui non è raro imbattersi in cervi o caprioli. Dopo circa 1.000 metri di discesa, tra prati e boschi, giungiamo in località Clutà. Un’indicazione c’indirizza a sinistra per la Cappella del Buon Soccorso ed a destra per Bousson. Continuiamo la nostra discesa su un’evidente mulattiera e dopo pochi metri incontriamo la strada Bousson – Lago Nero. Ignoriamo l’indicazione della Regione e c’incamminiamo sulla sterrata verso Bousson. Percorsi 500 metri, dopo un ampio tornante sulla destra, imbocchiamo una strada pianeggiante alla nostra sinistra. Abbiamo percorso 6.500 metri e siamo a quota 1.500. Tempo 3 ore. Percorsi 400 metri attraversiamo il ponte sul rio Segnere. Anche se la passeggiata fin qui è stata di nostro gradimento, non ci facciamo trasportare dall’entusiasmo, seguendo l’indicazione del sdf verso la cava di marmo, ma cerchiamo la traccia di sentiero che in discesa costeggia la riva sinistra del rio. Fatti 200 metri circa giungiamo alla cappella di S. Espedito Martire. Continuiamo su un sentiero inizialmente pianeggiante e poco frequentato attraversando un fitto bosco in un ambiente suggestivo, fino ad incontrare la traccia del percorso d’andata, e dopo 300 metri siamo all’indicazione sdf di Ponte Freddo. Abbiamo percorso 7.900 metri. Ripercorrendo i 1.800 metri fatti all’andata rientriamo alla meta. |
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