20 passeggiate in montagna nelle borgate di Cesana Torines

7. Cesana - San Sicario - Attrezzature olimpiche - Champlas seguin - Montre Crouzore


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1. Note tecniche

Percorso ad anello

Lunghezza : 9.700 metri

Dislivello : 450 metri

Tempo: 4 ore

Difficoltà: 50 metri di discesa

      Punti d’acqua nelle due frazioni e sulla strada per Champlas Seguin

2. Presentazione

Dalla frazione di San Sicario in avanti si sovrappongono i cambiamenti avvenuti negli anni ’60, con la costruzione della colonia Italsider-Cornegliano, con la nascita nel 1973 della stazione sciistica “paracadutata” di San Sicario Alta ed infine, con i lavori del 2005 per l’approntamento delle attrezzature olimpiche del bob e del biathlon.

La stazione, di terza generazione, detta “ paracadutata”, si distingue da Sestriere, Bardonecchia o Sauze, perché sorge ove non esistevano insediamenti umani precedenti ed i promotori hanno finanziato integralmente il complesso, dagli edifici agli impianti di risalita.

Originariamente nata per lo sci, ha dovuto affrontare problemi d’inserimento della popolazione locale nella ripartizione del lavoro e di difesa dell’ambiente.

Nonostante cio’ la maggior parte della passeggiata si svolge in un ambiente incontaminato e nel tratto San Sicario Alta – Champlas Seguin, in pineta e su un percorso pianeggiante. All’andata percorreremo un tratto del tracciato pedonale costruito per gli spettatori del biathlon ed avremo la visione del campo di tiro, ed al ritorno potremo constatare che cosa resta delle attrezzature olimpiche del bob, quando si spengono  i riflettori.

3. Itinerario

Dall’ufficio Informazioni imbocchiamo, di fronte a noi, Via Voyron, che é la prima strada a sinistra della statale per Sestriere. Percorsi i primi 400m, superata l’ultima villa isolata, l’asfalto lascia il posto allo sterrato. Dopo pochi metri, alla biforcazione prendiamo il ramo di destra. Il nostro percorso effettua un ampio semicerchio e guadagna quota rapidamente. Il desiderio di guardare Cesana più in basso, costituisce un valido pretesto per riprendere fiato. Anche il sentiero ci concede un tratto pianeggiante, per permetterci di raccogliere le energie necessarie a superare la parte più faticosa.La pendenza ed il fondo disagevole sono le difficoltà cui dobbiamo far fronte. Perseverando nello sforzo giungiamo in vista delle prime case di San Sicario. L’arrivo nella frazione ci da modo di ritrovare un terreno pianeggiante. Su una strada pavimentata in cubetti di pietra raggiungiamo la fontana e la chiesa di Sant’Anastasio, al fondo del paese, per una meritata sosta.

Abbiamo percorso solamente 1.400 metri ma ne abbiamo conquistati ben 210 di dislivello. Tempo 50 minuti.

Imbocchiamo la strada asfaltata per San Sicario Alta e, percorsi 300 metri circa, approfittiamo di una corta sterrata per tagliare un tornante verso destra. Ritornati sull’asfalto superiamo il bivio per l’Italsider/Centro biathlon e, dopo pochi metri, al primo tornante a sinistra, abbandoniamo l’asfalto. Risaliamo 100 metri per raggiungere il tracciato pedonale che conduce alla pista di biathlon.

Lo percorriamo verso destra e subito attraversiamo un ruscello su un fondo artificiale di grosse pietre.

Il percorso che seguiamo sale con un tornante sino in prossimità della recinzione che delimita l’area poligono. Continuiamo in salita, siamo sotto i cavi dell’ovovia. Con ulteriori due curve arriviamo alla sterrata San Sicario Alta – Champlas Seguin.

Abbiamo percorso 2.600 metri, siamo a quota 1690, abbiamo sin qui guadagnato 340 metri di dislivello.

La stradina che percorriamo verso destra è tendenzialmente pianeggiante, ben ombreggiata e con un fondo regolare. Queste caratteristiche, unitamente al fatto di collegare due centri, rendono particolarmente frequentato questo tratto di passeggiata.

La grande costruzione che scorgiamo in basso è la colonia Italsider, rinnovata e migliorata in occasione dei giochi olimpici. Sul terreno di fronte, sono visibili le costruzioni che ospitano i poligoni e l’area riservata ai tiri. Nella stessa zona trova posto l’anello di 400 metri che i concorrenti, in alcune gare, debbono percorrere, quale penalità, in caso d’errore al tiro.

Superiamo a sinistra un’area recintata da un’appariscente staccionata, costruita a protezione di un rimboschimento di pini cembri dall’invadenza e voracità di caprioli e cervi. Il cartello del Consorzio Forestale A.V.S. (Alta Val Susa) dice che siamo in località Pra Cartie a metri 1.775. Immediatamente dopo troviamo la fontana Buissonnas.

Proseguendo, al terminare del bosco e dopo una curva a sinistra, ci appare la frazione di Champlas-Seguin

Da quest’angolazione possiamo pienamente apprezzare la posizione. L’orientamento dei pendii e l’esposizione favoriscono lo scioglimento delle nevi. Quando l’economia locale era legata all’agricoltura ed all’allevamento, in virtù della posizione, era possibile un precoce avvio dei lavori agricoli ed erano ridotte le necessità di riscaldamento. La legna era in ogni modo reperibile con  relativa comodità nei boschi che abbiamo attraversato.

Proseguiamo sino alla piazza del paese. Di fronte alla chiesa di S.Ippolito la fontana  permette di rinfrescarci.

Lo schema: centro del paese, chiesa, fontana; si ripete qui come a San Sicario e per capirne le ragioni si ricordi che l’acqua potabile nelle abitazioni è giunta in tempi relativamente recenti. Precedentemente bisognava approvvigionarsene andando alla fontana.

Da Cesana abbiamo percorso 4.800 metri e fatti 420 di dislivello.

Tempo: ore 2 e 20 minuti.

Riprendiamo a ritroso il nostro percorso ed al primo bivio imbocchiamo la strada in discesa a sinistra che, come ci dice il cartello della Regione, conduce al Monte Crouzore. Fatti 100 metri circa, una seconda segnalazione ci indirizza ancora a sinistra per il Monte Crouzore. A destra è indicato San Sicario Borgo a 30 minuti. Dobbiamo memorizzare e localizzare questo cartello, perché è di qui che, sulla strada del ritorno, inizieremo la discesa verso Cesana.

In modo inconsueto, per raggiungere la punta di un monte, continuiamo in discesa e c’imbattiamo nell’indicazione per “Pian della Roccaglia”.

Appare infine la cima del monte su cui si stagliano: una croce, il cartello indicatore della Regione e la bacheca degli itinerari turistico-geologici. Percorsi pochi metri in salita, guadagniamo la vetta.

Il panorama è sorprendentemente ricco. In primo piano si evidenzia il serpentone luccicante della pista di bob ed a giro d’orizzonte Champlas Seguin, San Sicario, Cesana, Bousson e Thures. Le montagne dell’Alta Valle fan corona.

La bacheca geologica ci fornisce la visualizzazione delle rocce che compongono lo Chaberton.

Abbiamo percorso 6.000 metri.

Ritorniamo all’indicazione di San Sicario Borgo e svoltiamo a sinistra su un evidente sentiero in leggera discesa.

Abbiamo percorso 6.900 metri con 450 di dislivello. Tempo: 3 ore e 10 minuti.

Seguiamo il piacevole percorso tra larici e prati per circa 500 metri. Giunti in vista degli impianti del bob, 100 metri prima della recinzione, svoltiamo a sinistra. In diagonale, in leggera discesa, raggiungiamo una ripida traccia di mezzi meccanici che scende sulla linea di massima pendenza. Il terreno smosso c’impedisce di scivolare e facilita l’esercizio. Continuiamo la discesa, ora divenuta meno ripida, sino a raggiungere la località Pariol, in corrispondenza con la fine del campo di gara.

 Abbiamo avuto modo di effettuare lo stesso dislivello dei “bobbisti”, sicuramente con meno tensione ed un poco di tempo in più. Per non sentirci del tutto esclusi da questo santuario all’agonismo, imbocchiamo, anche noi, un’antica pista di sci, che scende in diagonale verso sinistra, ed andiamo ad attraversare le due ravvicinate strade asfaltate che portano a San Sicario ed a Sestriere. Percorriamo quest’ultima per pochi metri verso Cesana. Superiamo una piccola costruzione isolata ed abbandonata, posta di fronte all’antica strada per San Sicario. Svoltiamo a sinistra per scendere sulla ripida mulattiera che la costeggia.

La citata costruzione fungeva da “sala d’attesa” per i viaggiatori che aspettavano la corriera di linea, che faceva servizio sino al “bivio”, senza raggiungere la frazione.

La mulattiera ci conduce ad attraversare la statale una seconda volta, e con un piacevole percorso, raggiunge le scuole elementari di Cesana.

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Altimetria
 
Lo Chaberton dalla stradina San Sicario-Champlas
Anni ’50. I bambini di San Sicario

Il percorso segue, nella prima parte, la mulattiera di collegamento tra il capoluogo e la frazione di San Sicario. Nell’insieme della gita questo é un tratto rimasto inalterato nel tempo. In quest’epoca di motorizzazione, i 210m di dislivello, concentrati in 1 km e 400m, costituiscono un deterrente sufficiente, a tenere lontano i meno coraggiosi. Per pungolarci pensiamo che negli anni ’50 i bambini di San Sicario, che frequentavano la scuola elementare........a Cesana, erano degli “abitué” di questo percorso. Che fossero ben temprati ma non indistruttibili lo sappiamo perché confessano di aver sempre preferito il percorso in discesa. E questo, principalmente nella stagione invernale, quando sedendosi sulla cartella, con condizioni di neve buone, arrivavano a scuola scivolando. Costituivano l’avanguardia della moderna squadra di bob

 
Arrivando a Champlas Seguin
 
Champlas Seguin
 
La pista di bob

 

mailto:maltos@cesana.info