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1.Note tecniche. Percorso andata e ritorno su strada militare. Lunghezza: 3.400 + 3.400 metri. Dislivello : 300 Mt. Tempo: 2 ore e 30 minuti. Punti d’acqua: solo a Rhuilles. Difficoltà: nessuna Punto di partenza: Rhuilles 2.Presentazione Attenzione: di non confondere Thures m. 1650, frazione tuttora abitata, con Thuras m. 1950, ultimo paese della valle, disabitato, incendiato e distrutto durante l’ultima guerra, che costituisce la nostra meta odierna. La passeggiata si volge interamente sulla strada militare che porta nell’alta valle Thuras. La borgata è situata su un terreno prativo pianeggiante, ai margini di un bosco d’aghifoglie, dove l’allargamento della valle offre un colpo d’occhio superbo sulla cresta Cima Clausi 3230 m. – Merciantaira 3293 m., ben visibile anche da Cesana. L’itinerario che proponiamo contempla il tragitto Rhuilles-Thuras, tuttavia alcune varianti sono possibili, o potrebbero rendersi necessarie, nel caso la strada Thures-Rhuilles fosse chiusa al traffico. 3.Per portarci alla partenza. Da Cesana , con la strada che costeggia la Ripa arriviamo a Bousson. A 3,5 km. dalla partenza, alle riconoscibili costruzioni militari della caserma degli alpini, un bivio a destra con indicazione Thures ci porta su una strada in marcata pendenza. La percorriamo per circa due km. giungendo in vista del paese. Alla biforcazione abbandoniamo la strada asfaltata che ci porterebbe in Thures e continuiamo diritto, seguendo l’indicazione Rhuilles. L’asfalto lascia il posto allo sterrato ed in meno di due km. raggiungiamo il punto di partenza. Superiamo la borgata e posteggiamo immediatamente all’uscita, sullo spiazzo in corrispondenza della deviazione che porta a Chabaud.
E’ possibile, ma non probabile,
che la frazione Rhuilles non sia raggiungibile, a causa di un divieto di
circolazione posto a 500 m. dal bivio di Thures, all’altezza di due piloni
votivi (Pilone Salsa 1662 m.) e di un piccolo slargo. In questo caso la
nostra meta si allontanerebbe di un km. e dovremo prevedere 20 minuti di
marcia aggiuntiva per l’andata ed altrettanti per il ritorno 4.Itinerario L’itinerario segue la strada militare sul lato sinistro, secondo il senso di marcia, del torrente Thuras. In prossimità della cappella di Croix de la Plane 1714 m., un cartello geologico ci descrive il processo di formazione dell’acqua ferruginosa, abbondante nella zona e di cui superiamo due ruscelli, inconfondibili per la colorazione “ruggine” del letto. Al cartello della Regione ignoriamo la deviazione per Gr. Chabaud. Abbiamo percorso 1.200 metri. Siamo a quota 1.730. Attacchiamo una serie di tornanti che ci permettono di guadagnare quota. All’ingresso nella pineta, superiamo, a destra, i resti ridotti alle fondamenta di una costruzione militare ed il percorso fin qui fatto, esce dal nostro campo visuale. Immediatamente dopo si diparte un’evidente scorciatoia verso destra su un sentiero a fondo erboso. Puo’ essere piacevole imboccarla, abbandonare la strada ed evitare un tornante, con il vantaggio di variare il ritmo di marcia. Riprendiamo poco dopo l’antica strada in corrispondenza di un pilone votivo a N.S. du Lau. Attraversiamo, su un ponte in cemento, il rio del Musia, ed il cartello della Regione ci dice che ci troviamo in località Pont de l’Asia. Ad un’ampia svolta a sinistra termina la balza iniziata ai primi tornanti, il bosco s’interrompe per dar spazio a vasti prati e lo sguardo spazia sulla maestosa Val Thuras. I resti di Thuras 1958 m., borgata bruciata nell’aprile del ’44 ad opera dei nazifascisti, nel corso di un’azione di rastrellamento, li vediamo poco più avanti ed al ponte di legno, ora chiuso al transito sia automobilistico sia pedonale, troviamo la lapide a ricordo dei partigiani caduti nell’autunno dello stesso anno sotto al Col Thuras. Distanza: 3.400 metri. Dislivello: 300 metri. Tempo : 1 ora e 30 minuti. La nostra passeggiata ha qui raggiunto la meta, tuttavia a 2 km. si trovano le Grange di Thuras superiore 2071 m. Sino a due/tre anni fa le costruzioni militari convertite in bergeria, che individuiamo come le Grange Thuras, erano utilizzate da un margaro, durante la stagione estiva, poi, il graduale processo di spopolamento degli alpeggi, dovuto all’evoluzione dei sistemi d’allevamento verso forme più comode e redditizie, ha imposto le sue regole. Dopo le Grange, superati alcuni contrafforti boscosi, si ha la visione dell’intera valle, selvaggia e priva di vegetazione sino al colle omonimo, che a 2.800 m. di quota ne delimita il confine con il Queyras francese. Il rientro si effettuerà per lo stesso percorso d’andata, e ci richiederà 1 ora di tempo, con la piacevolezza del mutare il tipo di sforzo e la scenografia, che ha ora come sfondo lo Chaberton e le montagne del gruppo Sommeiller. |
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