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Cesana Torinese:
appunti di storia
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Commento di Charles Maurice.[1] Dopo l’armistizio di Cherasco del 28 aprile 1796, l’autorità del Re di Sardegna a poco a poco si affievoli’. Il 7 aprile 1798 Carlo Emanuele IV abdico’ in favore di un governo provvisorio; il 2 febbraio 1799, in seguito d’un voto unanime fu decisa l’annessione del Piemonte alla Francia. L’ecarton d’Oulx, come le altre “valli cedute”[2], rientro’ dunque nel suo girone, ma non fu accorpato al “arrondissement” di Briançon, del dipartimento delle “Hautes-Alpes”, ma resto’ legato a Susa, del dipartimento dell’Eridano[3], piu’ tardi chiamato dipartimento del Po. Una delle prime direttive di Napoleone, che aveva gli occhi ovunque, fu di chiedere a tutti i prefetti o sotto-prefetti, un rapporto sulla situazione della circoscrizione che avevano in carico, cio’che si chiamava all’epoca un “Rapporto sulla statistica”. E’ cosi’ che per l’”arrondissement” di Susa abbiamo la memoria di Jaquet, avvocato, originario di Chiomonte, imparentato con Louis-Antoine de Latourrette. Gli esemplari del documento sono molto rari ed in pratica introvabili. Ne diamo una riproduzione integrale, tratta dagli archivi della famiglia Odiard des Ambrois, con qualche correzione ed aggiunta dell’epoca. Il titolo completo é:
Torino, anno decimo. Dalla tipografia nazionale.
Successivamente a questo rapporto diamo la riproduzione di qualche pagina di quello che tratta delle “Hautes-Alpes”, redatto dal prefetto, cittadino Bonnaire. Il parallelismo di questi due testi é evidente e mostra che nonostante la separazione politica di quasi un secolo le valli cedute e le restanti del Briançonnese avevano conservato lo stesso carattere. Ecco alcuni esempi: Per la moralità: Jaquet “é molto raro e quasi inaudito che la giustizia debba perseguire un colpevole”; Bonnaire “prima della rivoluzione era ben raro che la giustizia dovesse perseguire dei colpevoli”; Per l’istruzione, molto sviluppata nel Briançonnese, Jaquet nel capitolo d’Oulx dice: “c’é un collegio che é la fabbrica degli istitutori che queste vallate forniscono al mezzogiorno della Francia”. Quanto a Bonnaire si dilunga abbondantemente su quest’argomento: “per trovare qualche desiderio d’apprendere bisogna risalire il Briançonnese. E’ la che si sente il valore dell’istruzione e che tutti, senza eccezioni, gli consacrano la loro giovinezza. Vanno ad alimentare d’istitutori la vecchia Provenza, ed in generale i paesi meridionali. Allo scioglimento delle nevi, ritornano al paese natale, con qualche soldo. Ci sono pochi uomini che utilizzano cosi’ intensamente la loro esistenza e che siano più rispettabili agli occhi della Società”. Victor Hugo, nei “I Miserabili”, descrive l’arrivo sulle fiere d’autunno dei maestri di scuola di Briançon, che portano un cappello di lontra o di faina con, una penna se insegnano a leggere, due se insegnano la scrittura ed il calcolo e tre se vi aggiungono il latino. I bambini corrono ad informare i genitori gridando: “Les savants sont arrivés”. Potremmo moltiplicare i punti di comparazione tra le due memorie e riscontreremo uniformità circa:
Dal punto di vista strettamente agricolo dovremo leggere i testi dei due autori. |
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