Charles Maurice: Commenti dei bandi capestri di Cesana

Traduzione: Segusium n. 17,1981, pag. 25.

Il prologo mette immediatamente in evidenza l’importanza del bestiame nella vita locale:

I consuls[1] ed i consiglieri della suddetta comunità, constatato, da alcuni anni, il disprezzo degli antichi regolamenti ed i danni conseguenti ai terreni soggetti ad imposte ed a quelli comunali, a causa del gran numero di animali che ogni abitante pretende di avere impunemente, con la partecipazione e consiglio della maggioranza dei principali capi famiglia, hanno deliberato, regolamentato, concluso e stabilito come di seguito, nel rispetto degli antichi bandi.

Seguono i 55 articoli come li ha adottati il consiglio della comunità.

Da 1 a 9 trattano di affari d’ordine generale.

Gli articoli dal 10 al 14 prendono in considerazione i danni fatti al legname togliendo la corteccia, ed il divieto agli stranieri di portare il bestiame nei boschi.

La salvaguarda dei prati occupa dal numero 15al 21.

I numeri 22 e 23 sono volti alla salvaguarda delle strade e vietano d’asportare le palizzate e le protezioni.

Il 24, 25 e 26 prevedono l’obbligo di andare alle corvées, il divieto di entrare nei giardini per sottrarne i frutti e di vendere senza permesso a degli stranieri delle assi, alberi e cortecce di larice, cosi’ come della calce.

Dal 27 al 36 arriviamo alla parte forse più importante dei bandi campestri: i pascoli.

Gli articoli da 37 a 41 regolamentano la circolazione ed il lavoro.

Gli articoli 42, 43 e 44 interessano l’irrigazione che non si puo’ fare se provoca frane.

Infine, gli articoli dal 45 al 55 trattano argomenti diversi.

27 aprile 1772.

Firmato in originale:
A.Peyronnel consul, Joseph Poncet, Bert, Bouvier, Pierre Prin, L.Audibert, Guillaume Balcet, consiglieri. De La Tourrette chatelain pour S.M. présent a l’assemblée et avec paraffe Claude des Ambrois de Nevache secretaire.

Il giorno 15 gennaio 1773, il nuovo consiglio comunale composto da: Antoine Ailliaud, consul; Antoine Peyronnel, ex-consul; Bonaventure Chareun, Jean Baptiste Charles Ailliaud, Guillaume Ailliaud, Jean Antoine Mallen e Restitut Blanchet, consiglieri, richiede l’omologazione di detti bandi al Senato di Torino, con aggiunta dei seguenti cinque articoli.

Il 23 agosto 1778, il Senato di Torino approva i regolamenti con modifica di 14 articoli.
Le correzioni sono marginali.
Completato l’iter burocratico d’approvazione e pubblicazione, il 15 febbraio 1790 i regolamenti entrano in vigore.

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